Anny&Gerbo 3-8 Luglio
Ciao a tutt,
Scesi ieri dal Giardino, con la consueta energia che solo la vita in quell’angolo di paradiso sa donare.

La strada che dal Barbara porta al Barant (che é stata ripulita dalla valanga e dai tronchi che ostacolavano il passaggio) é ornata di rododendri in fiore e acqua che sgorga da ogni anfratto, un vero piacere per la vista e per l’animo.
Facendo il primo vero turno della stagione, la maggior parte del tempo é stata dedicata ad allestire il Giardino con più cartellini possibili, sistemare la bacheca, la legnaia, la staccionata (per quanto possibile) e il magazzino, dove Gerbo con olio di gomito ha tirato fuori tutto, riordinato e fatto spazio, mettendo da parte un po’di rifiuti ingombranti che si spera potranno portar via le GEV quando verranno a montare la staccionata.
Il Giardino appare come appena svegliato da un lungo sonno sotto la neve: il tappeto di giunco a inizio percorso é fradicio e marrone, ma si vedono spuntare i primi teneri filetti verdi, la zona umida é ampia come non mai e puntellata di pinguicola alpina, la soldanella mostra i suoi fiori delicati in valletta nivale.
La prateria verde pullula di viole, geum, ranunculi, myosotis e la bellissima “genziana verna”, colori sgargianti che brillano alla luce del sole dando vita a uno spettacolo meraviglioso. Fare il primo turno ci ha anche permesso di ammirare alcuni fiori che non avevamo mai visto perché quando arrivavamo erano già sfioriti, come il ranunculus kuepferi, la pulsatilla alpina e l’anemone narcissiflora. Inoltre é spuntata una “orchis mascula” vicino al laghetto, popolato da migliaia di girini e dalla rana temporaria,,.
Il tempo é stato molto variabile, ma tutto sommato abbastanza clemente.
Passaggi umani non molto numerosi, soprattutto persone della valle o stranieri che scoprono con grande stupore il Giardino sul percorso GTA.
Le marmotte hanno iniziato a farsi vedere gli ultimi giorni e molte mattine le abbiamo guardate dalla finestra mentre mangiavano proprio davanti alla casetta, zona tavolo e lavandino, ignare di essere osservate.
Ma il regalo più grande é stato l’avvistamento del lupo, per pochi secondi, mentre si allontanava da un camoscio grosso e impettito, probabilmente dopo un tentativo fallito di attacco. Che emozione!!!
Si potrebbe parlare dei nuovi primi fiorellini che abbiamo visto spuntare, come cerastium e dianthus, ma lasciamo che siano i volontari dei turni successivi a raccontarveli nel pieno del loro splendore.
Per il momento un saluto pieno di gratitudine e al prossimo anno.